Antropocene – L’epoca umana

Un gigantesco affresco fotografico sulle trasformazioni che l'uomo ha apportato alla Terra negli ultimi 100 anni. Dal Canada, il nostro primo film che distribuiremo in tutta Italia.

dal 19 settembre 2019

Descrizione

al Cinema Stensen e nelle sale italiane dal 19 settembre 2019

 

ANTROPOCENE – L’EPOCA UMANA

di Jennifer Baichwal, Nicholas de Pencier, Edward Burtynsky (Canada 2018, 87′)

con la voce narrante di Alba Rohrwacher

 

Un gigantesco affresco fotografico sulle trasformazioni che l’uomo ha apportato alla Terra negli ultimi 100 anni.

 

Sinossi

Una testimonianza potentemente visiva di come l’uomo ha operato sull’ambiente negli ultimi 100 anni, tanto da far parlare di una nuova epoca geologica: l’Antropocene. Attraverso il lavoro di Edward Burtynsky, uno dei più grandi fotografi paesaggisti al mondo, un viaggio attraverso i deserti, le montagne, le foreste, le profondità degli oceani su cui incombono i segni sempre più incisivi dell’uomo, dall’urbanizzazione incontrollata allo sfruttamento selvaggio del suolo.

Un rigoroso affresco, supportato da un team di scienziati e realizzato con strumenti di ripresa avanguardistici, che affascina e al contempo fa riflettere sul tema sempre più urgente della conservazione del nostro habitat.

 

 

Il progetto e la mostra

Antropocene – L’epoca umana è frutto della collaborazione quadriennale tra il fotografo di fama mondiale Edward Burtynsky e i registi pluripremiati Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier che, combinando arte, cinema, realtà virtuale e ricerca scientifica, documenta i cambiamenti che l’uomo ha impresso sulla terra e testimonia gli effetti delle attività umane sui processi naturali. La voce narrante originale è del Premio Oscar Alicia Vikander, doppiata in italiano da Alba Rohrwacher.

La mostra fotografica è in esposizione al MAST di Bologna: 35 fotografie di grande formato e impatto visivo di Edward Burtynsky, 13 videoinstallazioni e una serie di esperienze immersive in realtà virtuale accompagnano i visitatori alla scoperta di alcuni dei luoghi più impressionanti, sbalorditivi e remoti del mondo.

Il film Antropocene – L’epoca umana ha vinto il Premio del Pubblico all’edizione 2019 del Festival CinemAmbiente ed è sostenuto dalle più importanti associazioni (nazionali e locali) per la difesa dell’ambiente, tra cui Fridays For Future Italia, Extinction Rebellion Italia, GreenPeace, Associazione italiana giovani Unesco e da MyMovies. Media Partners del progetto: Altroconsumo e Lifegate.

 

Distribuito da

Fondazione Stensen e Valmyn Distribuzione

In versione italiana doppiata (con la voce narrante di Alba Rohrwacher) e in versione originale (inglese/italiano/tedesco/russo/cinese mandarino e cantonese) con sottotitoli in italiano.

Il film è disponibile in DCP per le sale cinematografiche italiane dal 19 settembre 2019.
Per organizzare proiezioni in altri luoghi scrivere a cinema@valmyn.com specificando luogo, capienza, data, contesto (rassegna, festival, evento privato ecc.) e i propri contatti.

Per le proiezioni scolastiche contattare il cinema più vicino alla propria scuola oppure prenotare una proiezione sulla piattaforma Keaton.eu. Per maggiori informazioni scrivere a cinema@valmyn.com.

 

Presso la Fondazione Stensen

Il film sarà accompagnato da una serie di incontri a tema e introduzioni di ospiti ed esperti.

Per la visione da parte di gruppi organizzati (minimo 15 persone), suggeriamo di prenotare a cinema@stensen.org indicando titolo del film, giorno e ora dello spettacolo.

In atrio sono disponibili due postazioni VR, per la visione di tre cortometraggi in realtà virtuale complementari al film. Cortometraggi a 360° sui marmi di Carrara, la discarica di Dandora e il rogo dell’avorio, visibili gratuitamente con gli appositi visori, da richiedere in cassa.

 

La stampa

Un’esperienza provocatoria e indimenticabile dell’ampiezza e dell’impatto della nostra specie sulla Terra.

“Un viaggio visivo senza precedenti” (Hollywood Reporter)

“Seduce lo sguardo per convincere le nostre menti ad agire prima che sia troppo tardi” (Toronto Star)