Che genere di film?

Il nostro progetto, vincitore del bando della Fondazione Marchi, rivolto agli studenti delle scuole medie per sviluppare la parità di genere attraverso il cinema.

da febbraio a dicembre 2020

Descrizione

 

Il progetto in breve

Il progetto della Fondazione Stensen, vincitore del bando della Fondazione Marchi, è rivolto agli studenti delle scuole medie, che da febbraio a dicembre 2020:

  • impareranno ad analizzare il linguaggio visivo in chiave di parità di genere
  • parteciperanno attivamente a laboratori sulle tematiche di genere
  • intraprenderanno un percorso di storia del cinema, con un focus sul ruolo della donna dagli inizi del ‘900 a oggi
  • realizzeranno dei cortometraggi con il regista Federico Bondi, che sarà proiettato al cinema

 

Premessa

Il cinema è da sempre depositario dell’immaginario collettivo, espressione della cultura e delle aspettative della popolazione.

Per questo motivo educare al linguaggio visivo è importante, non solo dal punto di vista artistico ma per leggere il mondo e la società. Per questo attraverso il cinema è anche possibile provare a cambiare alcuni paradigmi di pensiero.

L’obiettivo del progetto è coinvolgere un target giovane (studenti delle scuole medie) per intraprendere un discorso sul linguaggio visivo in chiave di parità di genere, dove «per parità non si intende adeguamento alla norma uomo, bensì reale possibilità di pieno sviluppo e realizzazione per tutti gli esseri umani nella loro diversità» (Sabatini, 1987).

I ragazzi saranno protagonisti di un percorso lungo la storia del cinema, per analizzare il ruolo della donna e dell’uomo dagli inizi del ‘900 a oggi.

 

Il progetto  

Gli studenti saranno coinvolti, in una prima fase, in workshop con tutor e facilitatori specializzati. Parteciperanno al contempo a laboratori di sensibilizzazione alle tematiche di genere (con la metodologia della Philosophy for Children) e impareranno i fondamenti della storia del cinema e del linguaggio filmico, con un focus sul ruolo della donna dal cinema delle origini ai giorni nostri.

Nella seconda fase gli studenti vestiranno i panni di una troupe cinematografica e gireranno due cortometraggi che raccontano la stessa storia. Con l’aiuto del regista Federico Bondi scriveranno due sceneggiature: una con lo sguardo del cinema classico e una orientata a una narrazione rispettosa in base alle tematiche di genere. Gli studenti si occuperanno di tutte le fasi di creazione e produzione dei due cortometraggi e saranno loro stessi a presentarlo in una sala cinematografica, in un evento speciale aperto a tutta la scuola o all’intera cittadinanza.

 

Fase 1. Laboratori di educazione al rispetto di genere

Gli studenti, divisi in piccoli gruppi, parteciperanno a laboratori interattivi per riflettere, con l’aiuto di tutor specializzati, sulle tematiche di genere, imparando a decodificare gli stereotipi dominanti e a riconoscere una pluralità di modelli identitari.

Gli studenti rifletteranno sulle aspettative della società rispetto ai diversi generi e analizzeranno i ruoli sociali e i tratti psicologici e comportamentali attribuiti al maschile e al femminile. Particolare attenzione sarà dedicata al linguaggio e a come la scelta del lessico possa avere un peso nella discriminazione di genere.

L’obiettivo di questa fase è offrire agli studenti uno spazio in cui sentano liberi di far emergere il proprio immaginario di genere e in cui possano riflettere sugli stereotipi dell’essere maschio o femmina e sulle forme più o meno esplicite di violenza causate dai pregiudizi. I laboratori saranno il luogo per problematizzare ciò che è dato per scontato, porsi criticamente rispetto ai modelli impliciti e dubitare del discorso socialmente accettato e medialmente riprodotto. E saranno anche il luogo in cui gli studenti e le studentesse potranno gettare le basi per costruire una nuova – complessa, libera e multidimensionale – narrazione sulle tematiche di genere.

 

Fase 2. Laboratori di educazione al linguaggio visivo: che genere di film?

Gli studenti analizzeranno, con l’aiuto di un operatore, alcuni film (dal western all’animazione) e saranno coinvolti in dibattiti e laboratori per far emergere i punti critici dei messaggi di genere. L’analisi verterà in particolare sulla figura della donna: dalla scelta di inquadrature, luci, scenografie a quelle di sceneggiatura (lessico, pose, costumi).

La parte conclusiva si concentrerà sul cinema contemporaneo: gli studenti potranno rilevare come ultimamente si sia intrapreso un percorso per rendere realistica e paritaria la rappresentazione della donna (dalle eroine femminili Disney di Brave o Frozen alle supereroine di Avengers o Hunger Games). Quanto è cambiato rispetto al passato e quanto può ancora essere migliorato? Quali sono le nuove forme, forse più sottili, di marginalizzazione? Ci sono ancora differenze nella rappresentazione della donna rispetto all’uomo (es. test di Bechdel)? Quali sono le proposte operative per cambiare questa narrazione?

 

Fase 3. Laboratorio pratico di cinema: Che genere di sguardo? Ciak si gira!

Nella seconda parte del percorso saranno selezionati circa 20-30 ragazzi interessati a mettersi in gioco per un workshop creativo, di tipo laboratoriale e orientato all’insegnamento peer-to-peer.

Gli studenti vestiranno i panni di una troupe cinematografica per “rigirare” alcune specifiche scene dei film visionati nella prima fase del progetto in un’ottica di parità di genere: non necessariamente invertendo i personaggi, ma attribuendo alla figura femminile uno spessore paritetico a quello maschile.

In alternativa gli studenti potranno inventare una storia, scrivere la sceneggiatura e girarla in due modi differenti: in un’ottica da cinema classico e in ottica più moderna. Con l’aiuto del regista Federico Bondi, saranno quindi prodotti dei cortometraggi di cui gli studenti saranno responsabili in tutte le loro fasi (sceneggiatura, recitazione, scenografia, suono, riprese).

 

Fase 4: Proiezione dei cortometraggi aperta a tutta la scuola: solo nei migliori cinema!

Fondamentale per l’intento del progetto è la restituzione peer-to-peer del lavoro del piccolo gruppo (la troupe cinematografica) nel grande gruppo (tutti i ragazzi della prima fase o l’intera scuola). Sarà organizzato un evento presso una sala cinematografica, durante il quale saranno gli studenti stessi a presentare il lavoro ai compagni. Verranno quindi proiettati i cortometraggi a cui seguirà un cineforum in cui la giovane troupe risponderà alle domande del pubblico.

 

Metodologia 

Il cuore del progetto, in tutte le sue fasi, è quello di offrire ai partecipanti uno spazio di responsabilità e libertà. Compito dei professionisti coinvolti sarà quello di facilitare il lavoro, insegnare tecniche e strumentazioni, dare spunti di riflessioni, ma i momenti di creazione – concettuale e pratica – appartengono agli studenti.

Le diverse metodologie utilizzate (Philosophy for Children, laboratori di pensiero, cineforum, workshop di cinema) servono a rafforzare nei ragazzi pensiero critico (fare domande, chiedere ragioni), abilità creative (immaginare e immaginarsi, narrare, descrivere) e abilità di traduzione (scrittura, comprensione).

Solo restituendo agli studenti la possibilità di rendersi responsabili delle proprie idee e delle proprie scelte (di pensiero, di lessico, di sceneggiatura) sarà possibile tradurre il rispetto delle identità plurali in buone pratiche.