Obiezione di coscienza e diritti

Tre incontri sull'obiezione di coscienza, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale sul suicidio assistito.

da sabato 1 febbraio 2020

Descrizione

OBIEZIONE DI COSCIENZA E DIRITTI

 

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale sul “Suicidio assistito”

 

Sabato 1 febbraio ore 15.30

Che cos’è la coscienza

Prof. Roberto PALAIA, Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee di Roma

Prof. Giuseppe GRISTINA, Medico, anestesista rianimatore

 

Sabato 8 febbraio ore 15.30

L’obiezione di coscienza ieri e oggi 

Prof. Pietro POLITO, Direttore del Centro studi Piero Gobetti di Torino

Prof. Paolo MIRABELLA, Istituto Universitario Salesiano Torino (IUSTO)

 

Sabato 15 febbraio ore 15.30

Diritti individuali e doveri sociali

Prof.ssa Patrizia BORSELLINO, Università degli Studi di Milano-Bicocca

Prof. Luciano EUSEBI, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

 

Nel corso di questi ultimi decenni l’obiezione di coscienza è stata spesso invocata in diverse circostanze e situazioni sociali conflittuali. Pensiamo, per es., al servizio militare obbligatorio, all’interruzione volontaria di gravidanza e al dibattito in corso sulla ammissibilità del “Suicidio assistito”. Essa è un diritto inalienabile di ogni essere umano — sancito dalla Costituzione (Art. 2, 19, 21) e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (Art. 18) — e consiste nel rifiuto di adempiere un obbligo imposto dalla legge, contrario ai propri personali convincimenti morali e alla propria coscienza, e quindi nel discernere quali limitazioni si possono considerare ammissibili e quali, invece, imposte.

Ma che cosa sono la coscienza e il diritto all’“obiezione di coscienza” oggi, in un contesto sociale e culturale profondamente mutato, sempre più caratterizzato dalla coesistenza di molteplici etnie, culture e confessioni religiose, in seguito anche alla globalizzazione comunicativa ed economica, e agli inarrestabili sviluppi della ricerca tecno-scientifica e biomedica che, in poco più di un secolo, hanno raddoppiato l’aspettativa media di vita per entrambi i generi?

Semplificando un po’, possiamo considerare la nostra coscienza come quell’insieme di convinzioni personali, esito della nostra educazione famigliare, scolastica e confessionale, delle persone che abbiamo incontrato nel corso della nostra vita — e che in diverso modo hanno influito sulla nostra crescita e maturazione personale, — dei libri che abbiamo letto, delle attività culturali e sociali a cui abbiamo partecipato. La coscienza, in altre parole, è quel “luogo” di sintesi, del tutto individuale, delle nostre opinioni personali, che possono confliggere con la nostra responsabilità sociale. Effettivamente, è sempre più frequente il caso in cui l’etica della responsabilità sociale impone delle obbligazioni in contrasto con l’etica individuale e la crescente rivendicazione di diritti, a volte esclusivi. Pensiamo, per es., al controverso dibattito sollevato dalla recente sentenza della Corte costituzionale sul “Suicidio assistito” e alla polemica sulla vaccinazione obbligatoria.

Con il presente percorso su “Obiezione di coscienza e diritti” proporremo una riflessione sul concetto di coscienza umana e la sua evoluzione nel corso degli ultimi secoli, sull’esercizio dell’obiezione di coscienza ieri e oggi, e sulla crescente rivendicazione di nuovi diritti, come, per es., il diritto ad una morte anticipata o prematura, a discrezione del richiedente, o il preteso diritto ad avvalersi di una terapia innovativa. Uno tra i problemi più discussi nel dibattito internazionale in corso, infatti, è riuscire a comprendere e stabilire fino a che punto — nell’ordinamento giuridico di pertinenza e appartenenza — i desideri personali o le preferenze individuali possano suscitare dei nuovi diritti, ogni qualvolta è implicato il nostro corpo, la nostra salute, o quella dei nostri cari.

 

immagine: Decalcomania di René Magritte (1966)

 

Le conferenze sono riascoltabili online sul nostro canale youtube

 

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