Uno dei ‘nostri’ ragazzi della giuria del David Giovani ha appena concluso la sua esperienza al Festival di Venezia, assegnando il Leoncino d’oro a Michel Franco per Nuevo Orden.

Alessandro Lascialfari ha 18 anni vive a Firenze, e, dopo aver visto e votato i film del David di Donatello 2020, è stato inoltre selezionato tra centinaia di ragazzi per far parte della giuria giovani al Festival di Venezia (qui l’articolo di Repubblica che ne parla).

Condividiamo con voi parte dell’intervista che Carlo, responsabile del David Giovani per lo Stensen, gli ha fatto al rientro.

C- Il vincitore del Leoncino d’oro, Michel Franco con Nuevo Orden, vi ha trovati tutti concordi o è stato un verdetto combattuto? 

A- In realtà siamo stati piuttosto concordi, perché, oltre al livello tecnico del film, abbiamo dato importanza al messaggio. Il nostro compito era soprattutto scegliere un film che può rivolgersi ai nostri coetanei per urgenza e attualità.

C- Com’è stata l’esperienza di Venezia? Tra i numerosi incontri con attori, registi e produttori, cos’hai particolarmente apprezzato?

A- Un po’ speravo di essere selezionato, ma senza illudermi e senza avere ben chiaro cosa avrebbe significato per me. Ora posso dire che l’esperienza ha superato ogni aspettativa. Il rapporto con gli altri giurati è stato costruttivo e gli incontri mi hanno permesso di conoscere meglio i retroscena del mondo del cinema, dalla produzione alla distribuzione. Rosi per esempio ci ha raccontato il lavoro di ricerca che sta dietro ai suoi documentari e Eleonora De Luca, una delle attrici delle Sorelle Macaluso, l’apprendimento delle gestualità di un personaggio, specialmente quando più attori mettono in scena varie età della sua vita.

 C- Come funziona la giuria di un festival? Come si svolge la giornata di un giurato?

A- Dovevamo vedere tutti i film in concorso, e anche qualcuno extra, dando via via un voto. Discutevamo poi quelli con il punteggio maggiore, consapevoli che il mero numero non poteva automaticamente decretare una classifica, perché influenzato per esempio dall’ordine di visione e dalla conseguente maggiore o minore possibilità di confronto con i concorrenti.

C- Tra gli incontri con gli addetti ai lavori quali sono quelli che ricordi con maggior piacere?

A- Quello con Gianfranco Rosi, perché ci ha spiegato nei dettagli le dinamiche che sottendono la realizzazione di un film. Mi ha colpito che, prima di ricorrere alla videocamera, spesso va per mesi nei luoghi da riprendere solo per conoscerli e incontrare le persone che li abitano. Ma anche quello con Susanna Nicchiarelli, regista di Miss Marx, che ha chiesto lei per prima di incontrarci, o altri avvenuti per caso, non programmati. In generale sono stati tutti carini con noi, dandoci spazio anche in coda alle conferenze stampa.

C- Questa esperienza ti ha cambiato? Ti è venuta voglia di occuparti di cinema, anche a livello professionale?

A- Prima non ci avevo mai pensato, ora lo prenderei in considerazione. Sicuramente quest’esperienza ha cambiato e ampliato la mia idea di cinema e mi piacerebbe tornare al Festival e viverlo ancora più a pieno post pandemia.