Il terzo omicidio

Il legal thriller del regista Palma d'oro Kore'eda che denuncia i vizi della giustizia giapponese.

da venerdì 3 gennaio 2020

Descrizione

venerdì 3 gennaio ore 21.00 in anteprima

in programmazione da martedì 7 gennaio

 

IL TERZO OMICIDIO di Kore’eda Hirokazu (Giappone 2017, 124′) vo sott ita

 

Shigemori, tra i migliori avvocati del paese, si trova costretto a difendere Misumi dall’accusa di omicidio del suo datore di lavoro, al cui cadavere è stato dato fuoco e a cui è stato sottratto il portafoglio. Misumi era già stato condannato 30 anni prima per un reato analogo e ora confessa anche il nuovo omicidio. Quando sembra ormai chiaro che l’uomo sarà condannato alla pena di morte, Shigemori inizia a sospettare che l’uomo non dica la verità.

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Lasciando in questa occasione da parte il pianeta familiare, l’acclamato regista e sceneggiatore questa volta punta il dito contro la giustizia del paese del Sol Levante: secondo Koreeda, al sistema non interessa tanto stabilire con certezza l’innocenza o la colpevolezza dell’imputato ma, come succede anche negli Stati Uniti, l’interesse dei giudici è solo quello di portare a casa più condanne possibili (possibilmente senza riaprire i processi) mentre per gli avvocati l’importante è non compromettere la linea difensiva (anche a danno del proprio cliente).

La pellicola è divisa in due parti: nella prima il regista si prende i suoi tempi costruendo l’impalcatura narrativa dell’opera, dove tratteggia i personaggi e la vicenda in maniera dettagliata ma nella seconda metà il ritmo cambia, grazie ai continui plot twist e alla grande capacità di Kore-eda di instillare il dubbio sul vero responsabile dell’omicidio. Fatta ovvia eccezione per Le Verità, dei film dell’autore giapponese questo probabilmente è il più “occidentale” nella messa in scena ma, oltre al tema della giustizia, viene trattato un altro concetto molto importante della cultura nipponica: quello della vergogna. In una società dove l’onore e le apparenze sono fondamentali, la preoccupazione maggiore dell’imputato non è la pena di morte in sé bensì infangare il nome (in Giappone questo significa la morte sociale) di una persona a lui cara.

(Giuseppe Sallustio, in anonimacinefili.it)