La mia fantastica vita da cane

Alla fine dei suoi giorni, la cagnolina Marona racconta in soggettiva la sua vita, in cui ha amato incondizionatamente gli umani. Animazione: età 8+.

da sabato 18 dicembre 2021
animazione
Sala: Stensen

Descrizione

La mia fantastica vita da cane di Anca Damian (Romania / Francia / Belgio 2019, 92′) – animazione, età: 8+

 

Quando è nata, la sua mamma l’ha chiamata Nove, perché era la nona della cucciolata. Poi è stata Ana con l’acrobata Manol, per il tempo che è durata, e poi Sara per Istvan, al cantiere edile, e infine Marona per la piccola Solange, che la considerava la sua sorellina marrone. A queste persone, di età e di provenienze differenti, la cagnolina Marona ha dimostrato la medesima (non ricambiata) fedeltà assoluta.

Ora, alla fine dei suoi giorni, la piccola cagnolina racconta di una vita in cui ha amato incondizionatamente: Marona ha portato qualcosa di speciale in ognuna delle case e delle famiglie in cui ha vissuto!

 

“E’ l’aspetto visivo quello che più colpisce, e che moltiplica le storie nella storia: le emozioni della cagnolina, le tracce che fiuta, i suoi presentimenti e le sue paure si traducono graficamente in fili colorati che assumono le forme più trasformiste ed evocative. E anche il modo in cui Marona impara a memorizzare i volti dei suoi umani di riferimento, il momento, cioè, in cui divengono tali per lei, è descritto non attraverso le parole ma con il definirsi via via dei tratti somatici identitari a partire da grovigli non meglio identificati, indistinti. L’animazione del disegno, cioè, si prefigge di rendere visibile l’invisibile, superando le barriere antropocentriche e cercando un ampliamento sensoriale che riguarda anche il cinema stesso e le sue possibilità tecniche.
Mentre si scorre questa galleria senza uscite di quadri che si allungano, salgono, scendono, nascono o spariscono l’uno nell’altro, non ci si può non rammaricare che la vita tra noi bipedi non abbia riservato qualcosa di più e di meglio alla tenera protagonista. Ma il punto è tutto lì. Lei non ci giudica, ma noi non ci facciamo per niente una bella figura, e serviva il suo sguardo per vederlo meglio” (Marianna Cappi su MYmovies)